Pianificare
Il ritardo si misura in giorni, non a sensazione.
Il piano approvato a inizio commessa vive in un Excel che dopo tre settimane nessuno aggiorna più, e quando qualcuno chiede «siamo in ritardo?» la risposta è un’impressione. In Projekta il piano è fatto degli stessi compiti su cui si lavora: sposti una data e si muove ciò che ne dipende, congeli il piano approvato e da lì ogni voce dice di quanti giorni si è spostata.
Un piano che non si stacca dal lavoro
Sulla timeline ci sono i compiti del progetto, non una loro copia: un compito con inizio e fine compare da solo, con titolo, persona e stato letti dal compito stesso. Trascinare una barra cambia la scadenza del compito, e lo storico del compito lo annota. Colleghi due barre e il compito a valle resta in attesa finché il precedente non è chiuso: chi lo ha in carico non può avviare il timer in Klokka. Se serve partire comunque, lo si sblocca a mano scrivendo il motivo, e il responsabile del progetto riceve la notifica. Le voci senza margine sono segnate: se slittano di un giorno, slitta il progetto. In cima, il conto delle ore: quante ne prevede il progetto, quante sono già pianificate, quante restano da assegnare.
Come funziona
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Dai le date ai compiti
Inizio e fine si danno dal compito o dalla timeline, insieme all’attività e alle ore stimate. I compiti ancora senza date restano in una colonna a parte, pronti da collocare.
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Collega ciò che dipende
Clicchi una barra, poi quella che deve venire dopo. Da lì, se sposti la prima, Projekta sposta anche le voci a valle e ti dice quante ne ha trascinate.
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Congela il piano approvato
«Congela il piano» scatta una fotografia delle date di oggi. Da quel momento ogni voce mostra la fine promessa e i giorni di scostamento.
Il piano approvato diventa la misura del ritardo.
Cosa puoi fare
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Traguardi con un criterio chiaro
Titolo, data e un criterio di completamento scritto in chiaro. Colleghi i compiti e i sottoprogetti che ci portano e vedi quanti sono fatti, quanti scadono dopo il traguardo e quante consegne mancano.
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Traguardi che seguono il compito
Un traguardo può nascere da un compito e ne segue titolo e scadenza: se la consegna si sposta, si sposta anche lui. Quando tutto ciò che lo alimenta è chiuso, Projekta lo segnala come pronto; «Segna raggiunto» resta una scelta di chi guida il progetto.
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Traguardi nel calendario
Con Kalendo, i traguardi compaiono nel calendario «Projekta» dei responsabili e di chi ha il compito da cui nascono, come eventi di una giornata intera che non occupano l’agenda.
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Le voci senza margine
Il percorso critico è evidenziato sulla timeline: sai su quali voci non si può perdere nemmeno un giorno, e dove invece c’è respiro.
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Dipendenze che contano davvero
Un compito in attesa del precedente non si avvia, nemmeno dal timer di Klokka. Un compito con più persone conta come finito solo quando hanno chiuso tutte. Lo sblocco a mano chiede sempre il motivo e avvisa il responsabile.
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Ogni spostamento ha una traccia
Le date spostate trascinando una barra, o tirate dietro da una dipendenza, finiscono nello storico del compito. Le fotografie del piano precedenti restano come storia: si vede quando la promessa è cambiata.
Domande frequenti
Devo inserire i compiti due volte, nel piano e nella lista?
No. La timeline mostra i compiti del progetto che hanno inizio e fine: sono gli stessi della lista, della bacheca e dell’Agenda di Klokka. Cambi la data in un posto e cambia ovunque.
Se congelo di nuovo il piano, perdo la fotografia precedente?
No. La nuova fotografia diventa quella da cui si misura lo scostamento; le precedenti restano nell’elenco come storia del progetto.
Le dipendenze bloccano davvero il lavoro?
Sì: il compito a valle resta «in attesa di completamento compiti precedenti» e il timer di Klokka non parte. Chi è fermo può sbloccarlo scrivendo il motivo, senza chiedere permessi, e il responsabile del progetto ne riceve la notifica.
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