Collegamenti

Una telefonata che non resta al telefono

La segreteria di una volta lascia un messaggio da ricopiare. kVoice lavora dove lavori già: riconosce il cliente dalla rubrica, mette l’appuntamento in agenda, apre il ticket, e passa i dati al gestionale se ne hai uno.

Ogni collegamento è un interruttore, nessuno è obbligatorio

Il cliente di Officina Ferrero chiama da un numero che è già in rubrica: l’assistente lo saluta per nome, senza dire altro della sua scheda. Segnala un guasto e nasce un ticket in kDesk, nell’area scelta dall’officina; gli dà il riferimento e chiude. kVoice funziona anche da solo: ogni funzione legata a un altro prodotto si accende quando quel prodotto c’è, e se lo togli l’assistente smette di prometterla.

Come funziona

  1. Accendi la funzione

    In Funzioni scegli cosa può fare l’assistente: riconoscere chi chiama, prenotare, aprire ticket, rispondere dai documenti. Una funzione che richiede un prodotto lo dice.

  2. Scegli dove va a finire

    L’area e la categoria di kDesk, la pagina di prenotazione di Kalendo di ogni persona, la cartella di Files. Lo decidi tu, non il modello.

  3. Il resto arriva da solo

    A fine chiamata il registro porta l’appuntamento, il ticket e il collegamento alla scheda del cliente. Con un webhook lo stesso evento arriva anche al tuo software.

La telefonata finisce. Il lavoro è già al suo posto.

Cosa puoi fare

  • Riconosce chi chiama

    Cerca il numero in Kontacts e Kore e saluta per nome solo se trova una persona sola. Nel dubbio non dice niente, e il resto della scheda non lo dice mai.

  • I nomi detti male, verificati

    Al telefono i nomi si capiscono male. L’assistente li cerca in rubrica mentre parla, persone e aziende, e chiede conferma prima di usarne uno.

  • Una memoria che chiede il permesso

    Se lo accendi, chi si presenta da un numero nuovo diventa una proposta. L’assistente lo saluta per nome solo dopo che una persona l’ha confermato; le proposte ferme si cancellano dopo 90 giorni.

  • Il guasto diventa un ticket

    L’assistente raccoglie cosa succede e apre il ticket in kDesk nell’area che hai scelto, con il codice da dare a chi chiama. Urgenza e categoria decidono la priorità.

  • Webhook firmati verso i tuoi software

    Sui piani che li comprendono, CRM, gestionale, Zapier o Make ricevono ogni chiamata e richiamata, con firma HMAC e nuovi tentativi per circa 22 ore. La trascrizione solo se la attivi.

  • API in sola lettura

    Sui piani che la comprendono, il tuo software legge chiamate e richiamate quando vuole, con una chiave dell’azienda che resta valida anche se chi l’ha creata se ne va. Si revoca in un clic.

Domande frequenti

Serve avere gli altri prodotti Kamzan per usare kVoice?

No. Le richieste di richiamata, le risposte dal tuo sito e il passaggio a una persona funzionano da soli. Kalendo, kDesk, Files e la rubrica aggiungono appuntamenti, ticket, documenti e il riconoscimento di chi chiama.

L’assistente dice a chi chiama cosa c’è nella sua scheda?

No. Dalla rubrica usa solo il nome per salutare. Se sullo stesso numero ci sono persone diverse, o solo un’azienda, non saluta per nome. Il collegamento alla scheda lo vedete voi nel registro.

Cosa contiene un webhook?

I dati di tre eventi: chiamata registrata, nuova richiesta di richiamata, richiesta aggiornata. La trascrizione di norma non parte: può accenderla solo chi ha il privilegio di leggerla. Se chi è responsabile del webhook perde i privilegi, l’invio si ferma.

Con l’API si possono anche modificare i dati?

No. È in sola lettura: registro delle chiamate, richieste di richiamata e, se la chiave ha il permesso, trascrizioni. Al massimo 120 richieste al minuto per chiave. La chiave si mostra una volta sola e dura finché non la revochi.

Vuoi sentirlo al telefono?

Ti mostriamo kVoice con i tuoi orari, i tuoi servizi e il tuo saluto, e lo proviamo insieme come farebbe un cliente. Mezz’ora, senza impegno.

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